del
27/02/08
"A
colloquio con un ... Amico"
Paolo
Costa, assistente arbitrale, a disposizione della
CAN, della sezione AIA di Palermo.
Ecco
cos'ha risposto alle nostre domande.
Il
tuo stato civile ?
coniugato da due anni con Barbara ;
La tua attività lavorativa?
agente di commercio;
Come hai cominciato a fare l’arbitro?
per caso e per sfida! Di fare l'arbitro mi importava poco
anzi non mi ero neanche mai posto la domanda di come si facesse
a diventare arbitro.per me in una partita di calcio l'arbitro
c'era punto e basta. finchè un giorno, un po'per curiosita'
e un po' per rispetto del prete della Chiesa che frequentavo
con un gruppo di amici e con i quali avevamo messo su una
squadra di calcio,una domenica che non si giocava partecipai
ad una riunione tenuta da un ex assistente can C della sez
di Palermo e vista la quasi totale riluttanza dei miei amici
alla proposta di frequentare un corso per diventare arbitro,
controcorrente decisi di provarci. rimasi affascinato dall'idea
di poter essere io un giorno a dirigere una gara. ;
Chi è stato il tuo istruttore?
Rosario CIRONE.
Un episodio curioso che ti ha visto protagonista o
che hai vissuto durante una gara?
al mio esordio assoluto in una gara di giovanissimi: alla
fine del primo tempo ho sentito un po' di agitazione dagli
spalti su cui erano assiepati i genitori dei giocatori ma
non capivo che avessero da urlare contro me visto che in partita
non era successo "assolutamente" nulla. raggiunto
il mio spogliatoio venni avvicinato da un elegante e forbito
dirigente della squadra ospitante il quale mi chiese con paterna
ed interrogativa comprensione: "ma signor arbitro quanto
ha concesso di recupero?" ed io: "tre minuti!".
"allora" ribattè il dir. sorridendo "signor
arbitro guardi il suo orologio perche' ha fischiato al 43°!?!
questa e' una gara di giovanissimi e dura 30°; non di
allievi; lei ha dato anche il recupero !!! i bambini in campo
erano con la lingua di fuori e i genitori hanno gli occhi
di fuori... ci siamo fatti una bella risata ed e' finita lì.
La tua trasferta più “sofferta”?
di trasferte sofferte ne ho avute diverse e per diverse
motivazioni ma la più sofferta è stata in una
gara di C1 quando prima di andare in campo seppi che la mia
nonna paterna si era spenta .
Il tuo maggior "pregio" ed il tuo peggior
"difetto"?
non mollare mai/ non mollare mai
Cosa diresti a Tuo figlio se ti dicesse “voglio
fare l’arbitro”?
... di pensarci bene perchè arbitro si è,
non lo si fa! E' una scelta di vita,che forgia, ma che impone
sacrifici a te e a chi ti è vicino.
Un consiglio ai giovani arbitri?
La Can per chi inizia è una chimera? no! io credo
invece che bisogna avere il coraggio di crederci, senza per
questo essere presuntuosi,e guardare alla serie A come un
obiettivo raggiungibile e passo dopo passo, raggiunto un traguardo
proiettarsi sul prossimo. poi ovunque si arresterà
il vs cammino non avrete mai il rimorso di non averci provato
e sarete consapevoli dei risultati raggiunti. Ritengo fondamentale
trasmettere le mie esperienze ai giovani per insegnare loro
che una crescita graduale e costante fatta con spirito di
sacrificio, dedizione e passione è il modo più
indicato per diventare grandi arbitri in futuro mettendosi
sempre in discussione sapendo accettare consigli e/o critiche
sinonimo di intelligenza, professionalità e modestia.
.
Inventati uno spot per spingere i giovani a frequentare
un corso di per arbitri di calcio?
"NON TUTTI GLI UOMINI SONO ARBITRI, GLI ARBITRI SONO
TUTTI UOMINI...DI SPORT.
PUOI DIVENTALO ANCHE TU!"
Quanto e perché è utile frequentare
la sezione ?
la sezione è un luogo di appartenenza,aggregazione,
riconoscimento,confronto e crescita. è un confessionale
e se funziona bene diventa il termometro dello stato di salute
della forza arbitrale.
La tua famiglia come accolse la notizia che volevi
fare l’arbitro?
non avendo nessun precedente arbitrale mi ricordo che
accettarono la mia scelta con qualche perplessita' dicendomi
che "di tutte le pratiche sportive possibili avevo scelto
quella con maggiore difficoltà e responsabilità.
vedremo come te la caverai"...oggi sono un assistente
CAN
La tua compagna come vive l’arbitraggio?
per fortuna seguiva il calcio ancor prima di conoscermi;
ora conosce anche il mondo arbitrale.
Il tuo prossimo obiettivo?
per questione anagrafiche non posso ambire a cariche internazionali
quindi nell'interesse mio e per la mia sezione di appartenenza
spero di poter restare quanto più a lungo nell'organico
CAN poi si vedrà.
fonte:
www.crasicilia.it