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A tu per tu
con Totò Lombardo

Brillante, ironico, istituzione nazionale del calcio a 5 e punto di riferimento per gli associati della sezione di Palermo, naturalmente, Totò Lombardo.
Nasce oggi, con la sua gradita compagnia la nuova rubrica settimanale di aiapalermo.it: “A tu per tu”.
 -Totò, cominciamo con il dirti che si sente la tua mancanza all’allenamento.
-“E lo so, purtroppo concludendo l’attività sul campo, preferisco dedicare più tempo alla famiglia, eppure dopo più di vent’anni di sacrifici, trovo ancora il tempo per qualche sgambata durante la settimana.
-Già, dicevi vent’anni di sacrifici, ma anche vent’anni di soddisfazioni. Non capita a tutti di essere per nove anni consecutivi Top Class, e poter vantare nel palmares personale una finale scudetto e i playoff di final eight.
-“E’ vero, sono molto felice di aver raggiunto questi traguardi, il massimo che un arbitro di calcio a 5 possa desiderare”.
-Facciamo un passo indietro, anzi un salto nel passato, sino ai tuoi esordi. Come nasce la passione per questa disciplina?
-“La mia immensa passione nasce da un’esperienza come <<assistente arbitrale>>, una figura adesso sostituita dal secondo arbitro, ma che mi ha consentito di vivere da vicino il calcio a 5 sino ad innamorarmi di questa spettacolare attività . Nel 1999 ho scelto di dedicarmi esclusivamente al calcio a 5 e fortunatamente la mia carriera è stata sin da subito in ascesa, tanto che al primo anno riesco ad esordire in A2 e nell’anno successivo addirittura il salto in A1. E considera che sono stato proposto all’Organo Tecnico Nazionale alla veneranda età di 35 anni.
-Un record, direi.
“Eh si, devo dire che si tratta di qualcosa di difficile da centrare in così breve tempo”
- Ti confesso che quando ho deciso di creare questa rubrica ho subito pensato a te, per la tua abnegazione nell’allenamento, non ricordo di averti visto saltare una seduta. Immagino che tu creda fortemente che la preparazione atletica sia un valore fondamentale per l’arbitro di oggi.
-“Guarda, l’arbitro di calcio deve essere un atleta fra gli atleti, la preparazione atletica va curata giorno per giorno, in più una qualità essenziale è mantenere alta la concentrazione perché, specialmente nel calcio a 5, l’imprevisto è dietro l’angolo”.
-Come è cambiato negli anni il calcio a 5? Noti molte differenze rispetto ai tuoi esordi?
“Il calcio a 5 di oggi è molto diverso dal vecchio <<calcetto>>, molto più rapido, tecnico ed imprevedibile, basti pensare che un calciatore brasiliano è in grado di farti sparire in un istante il pallone dagli occhi”!
-Dopo una brillante esperienza sui campi, adesso sei un osservatore regionale.
-“Spero di essere all’altezza del ruolo, vorrei trasmettere alle nuove leve tutto il mio amore per lo sport che ha accompagnato e accompagnerà la mia vita.
-E forse anche quella di tuo figlio, neo associato della sezione di Palermo.
- Già, lo spero. Ma voglio lasciarlo libero, se dovesse tenere più al calcio a 11 per me non fa differenza, basta che diventi Arbitro nella vita.
-Come giudichi il sostegno della sezione nella tua personale carriera e al movimento del calcio a 5?
“E’ innegabile che il calcio a 5 abbia sempre vissuto all’ombra del calcio a 11, questo purtroppo non dipende esclusivamente dalle sezioni, ma anche dagli stimoli che la sezione stessa riceve dalla Federazione, magari più propensa a formare nuovi arbitri di calcio a 11. Da quando sono associato si sono alternati tre Presidenti, ho notato un interesse crescente per la nostra disciplina, ma non ti nascondo che si potrebbe fare di più. Ci sarebbero tante piccole cose che alzerebbero la visibilità del <<futsal>>, ma manca sempre la spinta decisiva.
-Qualche suggerimento?
Per esempio, per quel che ci compete mi piacerebbe che si elevasse la qualità dei raduni, a Ragusa tutto putroppo si è svolto in un solo giorno, gli arbitri di c5 sono dovuti partire presto la mattina rientrando in serata, svolgendo peraltro i test atletici…ecco credo che non ci sia stato lo stesso trattamento rispetto agli arbitri regionali di eccellenza e promozione. Oppure ritornare a fare i corsi arbitri esclusivamente di calcio a 5, un’esperienza che meritava di essere ripetuta. Sul fronte Federazione invece credo che si dovrebbe investire maggiormente sul settore giovanile, in tal modo ci sarebbero più gare di soli giovani calciatori e ciò favorirebbe l’inserimento del giovane arbitro. 
E il tuo contributo invece?
“Sono stato Consigliere sezionale per molti anni, credo sia stato il premio per la costanza, la voglia di associazione che ha sempre animato le mie giornate. Questo ruolo tra l’altro mi ha responsabilizzato, stimolandomi a dare sempre il massimo.
-Chiudiamo con un ricordo, un aneddoto che ricordi con piacere.
“ Mi viene subito in mente una designazione per Roma, sarei dovuto partire il sabato mattina alle 10 da Palermo, ma il clima si fece ostile e la compagnia aerea iniziò a diffondere continui ritardi. Pensai di non riuscire ad arbitrare quel giorno,  quando, improvvisamente, vidi fuori dall’aeroporto i pullman che portavano a Trapani. Chiesi se da lì vi fossero aerei in partenza per Roma, mi risposero di sì e non ci pensai due volte. Raggiunsi l’aeroporto di Birgi e da lì alle 14 partii per la capitale.
La partita iniziò con un solo minuto di ritardo.

 

 

 

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