MAURIZIO MATTEI ALLA RIUNIONE PLENARIA

La riunione plenaria del 30 Marzo ha avuto come graditissimo ospite Maurizio Mattei, presidente del settore tecnico arbitrale nonché Commissario della Can C.

In un’aula “Brucato” gremita erano presenti, tra gli altri, le massime autorità sezionali: il Presidente della sezione Fabio Cardella, il Presidente della commissione disciplina Arturo Giardina , il vice Commissario alla Can D Dino Corbo, l’Osservatore alla Can Giuseppe Canzone, l’assistente alla Can Paolo Costa, gli arbitri alla Can C Giovanni Fatta e Calogero Giardina e infine gli assistenti Can C Ottavio Russo e Vittorio Antico.

Unico assente giustificato il Presidente del Comitato regionale Nicola Saia, impegnato fuori città per motivi di lavoro.

Dopo i saluti iniziali del nostro Presidente, il microfono è passato nelle mani di Maurizio Mattei che con la consueta simpatia e il solito carisma ha esposto gli elementi cardine del suo pensiero: la figura dell’arbitro alpinista che prefiggendosi una meta da raggiungere ne scoprirà altre che prima gli erano sconosciute e i sei tempi che compongono la partita di un arbitro, partendo dalla designazione della partita per finire con le riflessioni personali post-gara.

In chiusura il Mattei dirigente arbitrale ha lasciato posto al Mattei padre di famiglia il quale ha invitato tutti i presenti e soprattutto i più giovani ad affrontare le partite con la massima serenità e tranquillità, perché solo così i sogni che ognuna di noi coltiva dentro di sé possono realizzarsi.

Due minuti di applausi ininterrotti hanno sancito la fine della riunione.

I ringraziamenti vanno prima di tutto al Presidente di sezione Fabio Cardella, che valorizza sempre di più le nostre riunioni plenarie con la presenza di personaggi importanti e di spessore. Un grazie inoltre a Maurizio Mattei, che nonostante i numerosi impegni professionali, che spesso lo portano sacrificare tempo da dedicare alla propria famiglia, ci ha regalato una serata in cui tutti abbiamo imparato qualcosa e in particolare che il “lavoro” dell’arbitro richiede una serie di accortezze e scelte che spesso vanno ben aldilà dei novanta minuti di direzione della gara. (v.tod)